L’importanza della selezione degli embrioni: qual è il miglior momento per trasferire gli embrioni? (Giorno 3 vs giorno 5)

A chi ha la pazienza di seguire questo blog (con affetto, che ricambio in maniera sincera), ho già parlato di quanto sia delicato affrontare taluni argomenti.

La coltura embrionale, pur nella sua naturalezza, è precisamente uno di questi. A costo di sfiorare la didascalia nel documentarvi, allora, provo a spiegarmi nel dettaglio.

Magari, dandovi cenni ulteriori intorno alle tecniche di fertilizzazione in vitro (FIVET e ICSI). Esse prevedono che l’embrione formato dall’unione di ovocita e spermatozoo venga conservato in laboratorio con apposite procedure, prima di essere trasferito nell’utero.

Ça va sans dire, che il risultato (l’esito dei cicli) dipenderà dalla maniera in cui tali procedure saranno applicate. Assieme alla perizia e all’esperienza dei professionisti, destinati a gestire questo momento intimo e profondo. L’integrazione dei materiali e delle attrezzature impiegate, poi farà il rimanente. 

L’embriologo (il biologo specializzato nella gestione e nella valutazione degli embrioni) resta indiscutibilmente la figura chiave di questo fondamentale passaggio.

Perché principalmente opera una selezione. Seguendo gli embrioni dai primi momenti di sviluppo, ne valuta le caratteristiche morfologiche (forma delle cellule, grado di simmetria, presenza di frammentazione, caratteristiche del nucleo e del citoplasma) e la cinetica di accrescimento (velocità delle divisioni cellulari). Scegliendo pertanto, con l’osservazione nel tempo, i “migliori” embrioni che saranno poi trasferiti nell’utero, e aumentando la percentuale di successo del ciclo di fecondazione in vitro (altrimenti detta ICSI).

Dal giorno della fecondazione (giorno 1 o primo giorno dopo il recupero degli ovociti, detto “pick-up”) otteniamo informazioni sull’evoluzione individualizzata degli embrioni che ci permette di identificare quelli di maggiore qualità e maggior potenziale di attecchimento.

Anche se le condizioni dei moderni incubatori utilizzati in laboratorio sono ormai speculari a quelle dell’utero, le possibilità che l’embrione al di fuori di esso non si sviluppi adeguatamente, aumentano per ogni giorno passato all’esterno.

Quando abbiamo un basso numero di embrioni di qualità, generalmente il loro trasferimento si concretizza nel giorno di sviluppo (embrione con un numero di cellule “blastomeri” compreso tra 6 e 10). Giacché le informazioni raccolte in tale lasso di tempo (dal giorno 1 al giorno 3), sono sufficienti a selezionare i migliori di essi, senza ritardarne il trasferimento, mettendone a rischio la sopravvivenza.

Se invece, nel giorno di sviluppo in questione, possiamo contare su un numero alto di embrioni di buona qualità, c’è il margine per decidere di lasciarli in coltura alcuni giorni aggiuntivi. Il fine resta quello di selezionare per il trasferimento quelli sviluppati in maniera più soddisfacente.

Qualcuno nel periodo di tempo che passa tra il giorno 3 al giorno 5 si perderà inevitabilmente. Però i “sopravvissuti” senza complicazioni fino al giorno (stadio di blastocisti, embrione con un numero di cellule compreso tra 50 e 100 cellule) avranno un elevato potenziale di sviluppo (il 70% circa).

Trasferire in quinta giornata inoltre, ci dà l’opportunità di trasmettere un solo embrione senza ridurre in maniera significativa le probabilità di gravidanza. La selezione embrionaria diventa soddisfacente e rende più semplice selezionare il migliore embrione da trasferire. Riducendo persino le possibilità di gravidanza gemellare.

Attualmente nessuna prova scientifica definitiva supporta la “supremazia” di un tempo sull’altro. Bisogna (af)fidarsi. Il centro al quale ci si rivolge e la sua competenza sul campo, infine,  “gioca la partita” nella sua esecuzione.

Nel nostro centro individuiamo sempre ciascun trattamento, una volta studiata la storia clinica della coppia. E soprattutto tenendo conto del loro progetto riproduttivo.

Nell’eventualità che una paziente non riesca a rimanere incinta tramite un ciclo di FIV/ICSI con trasferimento degli embrioni in terza giornata, studieremo il numero di embrioni di buona qualità ottenuti nel nuovo ciclo, cercando conseguentemente di realizzare il nuovo transfer in quinta giornata.

Col fine di ottenere maggiori informazioni sugli embrioni, evitando di trasferire embrioni che si bloccherebbero dopo il giorno di sviluppo.

Il trasferimento dell’embrione si esegue senza anestesia. Senza addormentare la donna, quindi. Si utilizza l’ecografia proprio per guidare e controllare in diretta le varie fasi della procedura.

Ciascun operatore mantiene le sue preferenze riguardo al catetere da utilizzare per posizionare gli embrioni nell’utero. L’embriologo affianca il ginecologo, fornendogli il dispositivo contenente l’embrione, per far si che venga introdotto con la sua estremità, nel punto dove si intende collocarlo.

Ecco, adesso devo solo sperare di aver chiarito il tema in modo esaustivo e poco noioso. Fido nella vostra comprensione. In fondo, ogni giorno di studio e lavoro che spendo per questa materia, viene gratificato dalla attenzione che mi rivolgete.

Le vostre esperienze, la quotidianità, le singole esigenze di ognuno di voi, consegnano un senso al tutto. Che va ben oltre la professione che svolgo. La fate diventare la mia vita.

 

embrio ne 2

 

 

 

Fecondazione assistita a Salerno, presso il centro di Pma Criagyn.

 

 

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